Dalle mie parti c'è un modo di dire che suona più o meno così (mi si scusi lo stretto slang giovanilistico):
minchia, che domenica!
Tornare a casa dopo mesi e provare due sensazioni ben distinte, una al cuore e una allo stomaco, e non prevederlo. Guardare con occhi assonnati la pianura padana e sorridere inebetita. Arrivare in stazione centrale e vedere questo come prima cosa:

che come tutte le belle cose rende molto di più dal vivo che dal morto.
Da certe persone non ti aspetteresti mai certe cose. Non mi sarei mai aspettata tutta quella comprensione dalla mia madrina di cresima. Da certe persone invece è doveroso aspettarsi sempre il peggio, perché non crescono e non cambiano mai.
Nuovo modo di dire del momento: sei una persona vodafone, gira tutto intorno a te.
Se non altro ora so che ognuno è buliccio con il culo degli altri.
In realtà io non credevo di avere così sviluppato in me il senso di "casa". Ma non ce n'è, io sono proprio spaccona quando sto a Milano. Qui dove sono ora è come se mi sentissi sempre un po' ospite, come se non volessi infastidire nessuno perché corro sempre il rischio di essere cacciata a pedate. E poi se dovessi fare l'elenco delle cose che questo posto non ha e Milano sì, non basterebbero tutti i blog del mondo (LOL).
Quando avrò orari di vita più umani conto di ricominciare a scrivere con serietè su questo coso. Per ora mi accontento di pensare a cose buffe e tenermele per me.
Buon proposito per il 2009: crescere di 10 centimetri.









