giovedì, 17 luglio 2008,16:24


Sensazione come di essere un pochino più leggera di prima. Ma solo un pochino. Come di pizzichino di sale, solo, senza. Sento il mare, e l'aria calda afosa di quell'afa che afanculo proprio. Dice il sommo: "Chiamatemi -il saggio-, fa più figo".
Ora mi piacerebbe un ghiacciolo. Ma in compagnia sarebbe meglio.

E ora, consigli per gli acquisti.

Un materasso, uno stendino, un forno, un casco, un gancio per la tivì, (qualche mensola -io adoro le mensole, me le sposerei-), un divano, uno sgabuzzino sgombro. Comprare case prima che il governo venga inghiottito da se stesso. Prima che noi ci inghiottiamo da soli.
Siamo d'accordo, nevvero?

E ora, mò spocchia a tutt'andare.

Mi guardo intorno, poi mi penso, mi riguardo intorno, e vedo che siamo tutti così noiosamente uguali. Tutti a sentirci più importanti di quanto veramente siamo, tutti a lamentarci di cose inesistenti, tutti ad andare subito dietro alla prima cosa intelligente che sentiamo nella giornata, per poi dimenticarcene il giorno dopo e ricominciare il giro daccapo.
Questa pulsione ad affibbiare etichette, quasi comincia a piacermi. Da abile storica quale sono, ripercorro le tappe della cultura giovanile: la generazione del baby boom, i sessantottini, i figli dei fiori, i punk, gli yuppies, la generazione x, la generazione y, z, sex. La mia generazione è la generazione del "non è successo niente".
Cos'hai fatto ieri sera? Niente.
Con gli amici? Niente.
In famiglia? Niente.
A che serve quello che fai al lavoro? A niente.
Niente di niente. Tutto. Assolutamente. Inutile.
Solo i coglioni che vogliono accumulare soldi a tutto spiano non si sono ancora resi conto della loro inutilità. Gli altri, tirano a campare. Come succede da millenni. Il guaio della seconda guerra mondiale è che non è stata veramente mondiale. Ma arriverà, eh, arriva. Sento che arriva.

Bu!
l'ha scritto: Robainutile
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