Da discussioni deprimenti derivano sempre spunti affascinanti. E a parte che scopro ogni giorno di più di generare interesse nei miei interlocutori senza rendermene conto, c'è una cosa che non mi piace e che gradirei fosse capita dalla gente che ignora.
Mi si chiede: cosa studi?
Rispondo: storia.
Mi si dice: ah, storia. Ma quale storia?
LA storia. Di storia ce n'è una sola. La storia non comincia e non finisce, non c'è un argomento che è storico ed uno che non lo è. Perfino la storia è storica, è una disciplina che si chiama Storiografia. A studiare la storia si studia TUTTO. Tutto lo scibile, e anche quello che scibile non è, umano.
Mi si dice: la storia non piace perché è insegnata male.
La storia non piace perché è DIFFICILE. Difficile da capire e da penetrare nei costrutti logici. E poi, per dirla tutta, può non piacere il lavoro di uno storico o il libro di una ricercatrice, è impossibile che non piaccia la storia tutta, quella è, mica si può cambiare. Ciò che è affascinante nello studio della storia, e che una volta capito apre tutta una serie di orizzonti che in confronto la new age gli fa una pippa, è che la storia è narrazione. Leggere un libro di storia è leggere un romanzo, né più né meno. Gli storici sono scrittori (narratori) prima di tutto e dopo di tutto.
Mi si dice: eh, ma signorina, non può portare programmi così variegati, deve specializzarsi!
Mi specializzerò quando non avrò più interessi né curiosità. Nel frattempo mi godo la situescion.









