lunedì, 02 giugno 2008,19:09


Adoro passare inutili ore a giocare con i codici computereschi, di cui capisco poco ma che mi affascinanoanoano tantissimo anche e soprattutto poiché di quello il quale.
Sarebbe un bel modo di chiudere questo blog, accomiatarmi con la simpatica soddisfazione degli ultimi 3 commenti, 2 dei miei primissimi amici conosciuti sulla rete (bello leggerli ancora oggi come se fosse due anni fa), 1 di un ameno anonimo che dio ti abbia in gloria e cento di questi blog. Ma non penso che smetterò di infestare il virtual aere colle mie digitazioni, no, non ora che ho acquistato la lettrice più importante che ci sia.
A tal proposito, vorrei argomentare.
Che si parla tanto di emozioni e di percezioni, di crimini e di criminalità percepita, di chi vende il gelato e di chi vende un'emozione. A me sta cosa mica mi convince. A ben guardare c'è sempre stato chi pensava sarebbe successo qualcosa e poi invece è stato smentito dall'opposto esatto, e io non sono - per fortuna - tanto presuntuosa da pensare di prevedere il futuro, ma c'è una cosa che mi fa preoccupare. Abbiamo perso completamente (COMPLETAMENTE) il senso dell'altruismo. Non dico che ci sia mai stato nell'essere umano, in fondo io penso che l'uomo al suo stato naturale non sia né buono né cattivo ma una gradevole via di mezzo. Mi preoccupa però vedere nei miei contemporanei (e non parlo di politicanti o potenti o imprenditori o intraprendenti, ma di gente come me, cioè di tutti i signori nessuno che come me aspettano solo di morire) una specie di impulso ad arraffare tutto quello che c'è finché ci si riesce, come se fossimo nella perpetua imminenza di una catastrofe che chissà mai se accadrà.
Cent'anni fa si pensava che il progresso non si sarebbe mai arrestato, ora sappiamo che il petrolio, le materie pregiate, finanche l'acqua, prima o poi si esauriranno. Sto cercando un filo conduttore, ma trovarlo senza lasciarmi accalappiare dalle teorie del complotto è difficile.
l'ha scritto: Robainutile
hanno avuto da ridire: commenti (8)(popup) | commenti (8)
Commenti
#1    03 Giugno 2008 - 18:21
 
è un pò quello che chiamo da sempre sindrome del buffet del villaggio....

in cui la maggior parte delle persone si affanna dall'istante dell'apertura delle porte del ristorante a riempirsi piatti su piatti (di cui poi non mangerà nemmeno la metà) solo perchè potrebbe finire...

e per questo odio i villaggi (e lo stesso concetto umano del villaggio globale) per evitare le code (che aborro) finisco smepre con mangiar esolo formaggio e patate bollite... :)

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#2    04 Giugno 2008 - 13:24
 
Torneremo al Medioevo, ma questa volta senza il cristianesimo.
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#3    06 Giugno 2008 - 02:08
 
Cerca il soggetto delle frasi a sfondo negativo nei tg.

Ad esempio, la produzione di rifiuti della Campania non ha come soggetto la gente che ci vive, ma chi produce e vende prodotti destinati a divenire quasi subito rifiuti.

Insegnano apposta l'analisi logica delle frasi alle elementari, così impari subito a non ragionare sul senso di quello che sentirai poi al tg.

Ah, è colpa della maledizione del teschio di cristallo.
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#4    06 Giugno 2008 - 10:30
 
No, UncA, non ho capito una mazza di quello che hai scritto.
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#5    06 Giugno 2008 - 18:41
 
Mi dispiace.
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#6    06 Giugno 2008 - 21:46
 
LOL
utente anonimo

#7    07 Giugno 2008 - 20:13
 
bellissimo!!!!!io sono una fan di PUCCA e il tuo racconto è bellissimo
utente anonimo

#8    08 Giugno 2008 - 22:01
 
beh .... ma Pucca non andava a piedi?
utente anonimo

Commenti