Michel Foucault diceva che la prigione moderna è il paradigma dell'ordine a cui l'uomo contemporaneo deve addomesticarsi nella sua vita d'ogni giorno.
Io penso di essere libera, autonoma e indipendente, poi mi guardo allo specchio mentre inibisco le mie pulsioni più naturali e penso che in fondo a me conoscere inguaia, più che aprirmi nuovi orizzonti.
Un po' come quando scarti il regalino così bello e curato, te l'ha dato il tuo migliore amichetto, si vede che c'ha passato qualche buona mezz'ora a farlo. Tu ci vuoi bene a lui, sei contenta che anche lui voglia bene a te. Vorresti conservare la bellezza di quel pacchettino il più a lungo possibile. Ma lo scarti. Ed il regalo è una merda. Ti chiedi perché. Glielo chiedi anche a lui.
E magari poi si scoppia a piangere tutti insieme come se si fosse in premestruo, e ci si soffia il naso vicendevolmente, in un'orgiastica rappresentazione dell'amore francescano.
Da grande voglio diventare il mantello del buon samaritano.
Ho un'irrefrenabile voglia di diventare seria. Guardiamo Roba Inutile diventare seria:
Quanta serietà. Fa male al punkreas.
Se, come si dice, è vero che a costruire una piattaforma abitabile nelle acque internazionali (o qualsiasi cosa assomigli a della terra e dia ad una comunità di esseri umani la possibilità di sopravvivere), a parte i costi economici da sostenere a priori, poi si avrebbe uno stato nuovo nuovo e su misura dei fondatori e delle loro idee: quanto ci metterebbe qualcuno di magari meno intellettualmente brillante ma più militarmente forte ad appropriarsi violentemente di quanto di ricco si fosse riusciti a produrre?
In fondo il liberalismo non è esente da norme limitanti, nonostante il nome che porta. Per essere liberale è necessario fare/non fare e pensare/non pensare certe cose. Quanta libertà intellettuale c'è nella necessità di esprimere concetti intelligenti?
C'è una lotta fratricida nella mia testa. E non riesco a convincere Hello Kitty e la Pucca a smettere di tirarsi i peli.









