La depressione momentanea degli elettori del fu Topo Gigio non è altro che l'ultimo colpo di coda del pesciolino morente.
Anzi.
Tipico di chi pensa che la partecipazione politica nasca e muoia col voto elettorale, questo malessere temporaneo si accompagna a tristezza indefinita, come di accettazione di un evento incontrollabile e fatale.
Come la sconfitta nella finale di Champions League.
Ah, sì, me lo ricordo anch'io quando Baggio sbagliò quel rigore. Piangevo sdraiata sul pavimento del mio salotto.
Se ci piace la lotta politica chi ha detto che non deve piacerci più? Solo perché questo è un paese popolato da italiani? Lo scopriamo ora?
Chi non farebbe carte false pur di avere quello che ha Berlusconi? Voglio guardare in faccia chi ha il coraggio di dire che non sarebbe ben felice di essere ricco sfondato e senza coscienza a scassargli i coglioni. Voglio guardarlo in faccia per dargli fuoco all'istante.
E dare la colpa a chi non è andato a votare non è altro che ripetere l'atteggiamento dei milioni di porci schifosi potessero morire tutti all'istante in una fiammata purificatrice che hanno votato per la Lega. Dare la colpa a qualcun altro, sempre e comunque. E quando non ci saranno più extra-comunitari, perché non ci sarà più alcuna comunità da cui stare al di fuori, ci sarà di sicuro qualcuno di più brutto da incolpare a sua volta.
Non è cambiato nulla dall'altro ieri. Il comunismo era già morto da mò. E il qualunquismo ce lo portiamo dietro da più di 60 anni, dà quasi una sensazione di caldo.
I miei genitori sanno che non sono eterosessuale. E mia madre ha usato anche la parola "amore" parlando di me, e senza ribrezzo o cattiveria. Questo mi importa molto di più, carissimi e affezionatissimi amici. Ratzinger sarebbe orgoglioso di noi.










