Di fronte ad una catena così interessante e prona all'esaltazione del mio egocentrismo non posso dire di no. I miei 5 segreti inconfessabili? Dire, fare, baciare, lettera e testamento. Ah ah ah ah ah, le matte risate.
In realtà non credo di averne 5, di segreti che non ho mai confessato a nessuno. A fregarmi è la mia bocca grande, enorme, immensa. Non che racconti i segreti degli altri, quello no, ma se c'è qualcosa che mi può far sembrare stupida, inadeguata, che mi può imbarazzare a dismisura, sicuro come l'oro la racconterò a tutti. Dico TUTTI. Come quando ravvivai una simpatica seratina raccontando al mio stupidissimo ex che ogni tanto mi ritrovavo dei capelli nel culo dopo la doccia e che mi davano fastidissimo e che ci mettevo qualche minuto prima di rendermi conto che erano i capelli a darmi fastidio. O come quando ancora adesso racconto della volta che mi cagai addosso e non ero nè ubriaca nè drogata nè poppante.
Cosa può esserci di veramente inconfessabile? Forse robe che è proprio meglio non dica mai a nessuno. Robe che non son riuscita a dire neanche al mio amico con tendenze auto-distruttive e pseudo-satanistiche. Robe che possono dire i personaggi dei romanzi, ma che se dicessi io la gente si spaventerebbe, e a ragione.
Quindi ho deciso una cosa.
Invece che fare la gnorri e anche la snob e non scrivere nulla "perché non mi viene niente", scrivo i miei 5 segreti grazie-al-cazzo.
1) Produco tanta aria nella pancia, quindi ogni tanto dò qualche colpo di tosse a babbo per potermi concedere un peto inodore senza dar fastidio.
2) Trattengo spesso il respiro per non mostrare la pancia quando indosso cose aderenti.
3) Penso che Giuliano Ferrara sia intelligente ma non si applichi.
4) Quando ero piccola avevo inventato tutta una serie di amici immaginari di cui parlavo con gli amici veri, che avevano capito benissimo che stavo dicendo palle ma non mi dicevano (e non dissero mai) nulla. Forse perché avevano capito anche che ero intelligente ma non mi applicavo.
5) Qualche mattina mi guardo allo specchio e penso "che figa!", qualche altra invece mi guardo e penso "che cessa!".
Non passo la palla a nisciuno, ma se qualche amico lettore vuole partecipare è il benvenuto. L'importante è che mi arrivino 100 euri sul conto paypal.
Non sono abituata a stare fuori Milano per tanto tempo. Ogni tanto me la sogno. Stamattina per esempio ho sognato di mangiare sushi. Qua dove sono io adesso il sushi bar più vicino sta o a Genova o in Francia, per dire. Ma la cosa più divertente sono gli sguardi della gente. Voglio dire, a Milano li liquiderei come sguardi "normali", qui so che mi guardano come una forestiera. E la cosa mi sembra fichissima e provincialissima allo stesso tempo. Ci farò l'abitudine. O anche no. Magari ci scrivo su un libro.
"Via da Milano"
"Una milanese in Liguria"
"Lol"
"E adesso diamo fuoco ai monaci tibetani"










