giovedì, 12 giugno 2008,09:43
Ecco a cos'è servito il recente
incontro tra Berlusconi e il Papa. Arriveranno gli
angeli in Campania per occuparsi dell'immondizia.
Gli angeli.
Se questo è il primo risultato dell'unione delle loro forze, figuriamoci poi. Altro che alabarda spaziale.
mercoledì, 11 giugno 2008,14:43
Tempo fa rileggevo questa
cosa, e a parte che non mi ricordo di essermene accorta quando successe (avevo 8 anni, forse il telegiornale non era il mio passatempo preferito) per qualche giorno buono non ho potuto fare a meno di ripetermi nella testa che non è bello che mi faccia ridere.
... sai, eravamo in classe e la prof ci stava spiegando di che morte morì Leopardi, quando, a un certo punto, ecco che dalla finestra entra un caccia militare...
Sono atroce, lo so.
Ogni tanto penso di dovermi adeguare ad un tipo di persona, chessò, quella simpatica, quella saccente, quella timida, quella professionale. Poi però mi esaurisco inevitabilmente, e mi ricordo eccome che adeguarsi è impossibile. Dev'essere un gesto istintivo per chi vorrebbe essere Dio. Ma Dio è morto.
martedì, 10 giugno 2008,17:25
Da discussioni deprimenti derivano sempre spunti affascinanti. E a parte che scopro ogni giorno di più di generare interesse nei miei interlocutori senza rendermene conto, c'è una cosa che non mi piace e che gradirei fosse capita dalla gente che ignora.
Mi si chiede: cosa studi?
Rispondo: storia.
Mi si dice: ah, storia. Ma quale storia?
LA storia. Di storia ce n'è una sola. La storia non comincia e non finisce, non c'è un argomento che è storico ed uno che non lo è. Perfino la storia è storica, è una disciplina che si chiama Storiografia. A studiare la storia si studia TUTTO. Tutto lo scibile, e anche quello che scibile non è, umano.
Mi si dice: la storia non piace perché è insegnata male.
La storia non piace perché è DIFFICILE. Difficile da capire e da penetrare nei costrutti logici. E poi, per dirla tutta, può non piacere il lavoro di uno storico o il libro di una ricercatrice, è impossibile che non piaccia la storia tutta, quella è, mica si può cambiare. Ciò che è affascinante nello studio della storia, e che una volta capito apre tutta una serie di orizzonti che in confronto la new age gli fa una pippa, è che la storia è narrazione. Leggere un libro di storia è leggere un romanzo, né più né meno. Gli storici sono scrittori (narratori) prima di tutto e dopo di tutto.
Mi si dice: eh, ma signorina, non può portare programmi così variegati, deve specializzarsi!
Mi specializzerò quando non avrò più interessi né curiosità. Nel frattempo mi godo la situescion.
lunedì, 09 giugno 2008,17:09
Dato che il mio cervellino non dorme mai (esorcicciamolo) sto elaborando il Manifesto Risolutivo Del Femminismo™. Però, dato anche che sono una donna in carrierissima non tengo tiempo per fare qualcosa di costruttivo delle mie elucubrazioni. Quando lo terrò, avviserò chi di dovere. Tipo, telefono a Bono. Che chissà che gli interessi anche degli ALIENI e non solo dei NEGRI.
A tal proposito volevo dire una cosa intelligente e contornarla di tanta, tanta, tantissssima ipertestualità, ma non tengo tiempo, l'ho già detto, rileggi sopra.
Visto che sono una donna in carrierissima (rileggi sempre sopra) annuncio anche al mondo tutto la prossimissima uscita della linea d'abbigliamento made in vagiaina™, che si scrive così, in minuscolo. Trattasi per ora di sole magliettine semplici semplici, bianche e nere, le bianche con la scritta nera, le nere viceversa.
Il ricavato verrà rigorosamente devoluto in beneficenza alla vagiaina.
Che i truzzi d'ogniddove secondo me ci vanno a nozze, cioè in disco, con cose così.
Dai, diventa un truzzo™ anche tu!
giovedì, 05 giugno 2008,14:48
Scommetto che è un esercizio filosofico che già in milioni hanno fatto tra sé e sé, senza trovar risposta adeguata. A me ha colpito ier sera come un moscerino sul parabrezza (brezza?). E ancora non me ne capacito, dell'intraprendenza di concezioni astratte che nascono e vivono e prosperano e muoiono costantemente solo nel mio cervello. Nel mio, non nel tuo. Ti tocca?
E comunque anche questa è andata, posso tornare soddisfatta là nella terra del sole, nella terra del mare, che non è la tierra ma poco ci manca. E se dovesse subentrare un impegno nuovo lo accoglierò a braccia aperte. Perché le gambe sono occupate.

A me farebbe più paura trovarmi La Russa, sotto casa.
mercoledì, 04 giugno 2008,14:09
Se mai dovesse capitare, agli egregi lettori, di trovare quel che loro manca, mi auguro possa succedere in un giorno di maestrale, di modo da poter guardare il sole senza doversi preoccupare delle incipienti rughe.
Leggo e studio, studio e leggo, poche cose mi interessano sul serio. Sarà il mio cervello ad essere limitato, sarà la mia concentrazione ad essere scostante. Sarà che siamo in 6,2 miliardi di disgraziati su questo pianeta, e la variabilità creativa che poteva esserci fino anche a 200 anni fa l'abbiamo un po' perduta tra le ortiche inquinate ai bordi della circonvallazione esterna.
E quando penso che sia un topo a muoversi, è sempre un gatto.
E davvero mi rattrista che siano così tanti i francesi che stimo. Mi sa che mi tocca impararlo, il francese. Mi tocca. Ti tocca?
Intuizioni simpatiche, come la pesca fresca quando c'è umidità. Come il coccobbbello. Venite a me. Affrettatevi, telefonate! Vi sto cercando da mezz'ooooooooooooooora!.
lunedì, 02 giugno 2008,19:09
Adoro passare inutili ore a giocare con i codici computereschi, di cui capisco poco ma che mi affascinanoanoano tantissimo anche e soprattutto poiché di quello il quale.
Sarebbe un bel modo di chiudere questo blog, accomiatarmi con la simpatica soddisfazione degli ultimi 3 commenti, 2 dei miei primissimi amici conosciuti sulla rete (bello leggerli ancora oggi come se fosse due anni fa), 1 di un ameno anonimo che dio ti abbia in gloria e cento di questi blog. Ma non penso che smetterò di infestare il virtual aere colle mie digitazioni, no, non ora che ho acquistato la lettrice più importante che ci sia.
A tal proposito, vorrei argomentare.
Che si parla tanto di emozioni e di percezioni, di crimini e di criminalità percepita, di chi vende il gelato e di chi vende un'emozione. A me sta cosa mica mi convince. A ben guardare c'è sempre stato chi pensava sarebbe successo qualcosa e poi invece è stato smentito dall'opposto esatto, e io non sono - per fortuna - tanto presuntuosa da pensare di prevedere il futuro, ma c'è una cosa che mi fa preoccupare. Abbiamo perso completamente (COMPLETAMENTE) il senso dell'altruismo. Non dico che ci sia mai stato nell'essere umano, in fondo io penso che l'uomo al suo stato naturale non sia né buono né cattivo ma una gradevole via di mezzo. Mi preoccupa però vedere nei miei contemporanei (e non parlo di politicanti o potenti o imprenditori o intraprendenti, ma di gente come me, cioè di tutti i signori nessuno che come me aspettano solo di morire) una specie di impulso ad arraffare tutto quello che c'è finché ci si riesce, come se fossimo nella perpetua imminenza di una catastrofe che chissà mai se accadrà.
Cent'anni fa si pensava che il progresso non si sarebbe mai arrestato, ora sappiamo che il petrolio, le materie pregiate, finanche l'acqua, prima o poi si esauriranno. Sto cercando un filo conduttore, ma trovarlo senza lasciarmi accalappiare dalle teorie del complotto è difficile.