Sarebbe mia intenzione scrivere qualcosa di serio e serioso sul femminismo, quello che è, quello che dovrebbe essere, quello che viene percepito dal mondo (maschile e non). Ora però mi è capitato di riascoltare la canzone di Vecchioni, quella lì, quella che fa “voglio una donna donna donna con la gonna”, e sarò stupida io, ma voglio analizzarla come se fosse una poesia di Leopardi, come si faceva quando si andava a scuola, come quando questa canzone era appena uscita, insomma. Ricordo che alcuni comici famosi facevano queste cose qualche anno fa, chissà perché si è smesso.
I lettori intelligenti e lavoratori naturalmente sanno che devono smettere di leggere.
Una canzone di Natale che le prenda la pelle
E come tetto solo un cielo di stelle
E fin qui, siamo nel più semplice Mogol.
abbiamo un mare di figli da pulirgli il culo:
Che la piantasse un po' di andarsene in giro
L'inizio in sordina ci mette in atmosfera da canzone melensa, tanto che questo verso ci coglie impreparati. Con chi ce l'ha? C'è la parola “donna” nel titolo, quindi può essere, con molta probabilità, che ce l'abbia con una donna. Donna che, è detto chiaro e tondo, deve stare a casa a pulire il culo dei figli. E basta.
La voglio come Biancaneve coi sette nani,
noiosa come una canzone degli "Intillimani"
Mentre il primo verso confonde un po' le acque, ma lo fa in funzione della metrica e della sonorità solamente, nel secondo si fa diretto, quasi direttissimo, direi Eurostar. La vuole come Biancaneve coi sette nani: cioè la vuole servizievole, ma disposta a servire tanti uomini. Noiosa come gli Inti Illimani: poveri loro, non si sa chi sia peggio, se la donna o una loro canzone. Noiosa perché non si dia mai e poi mai a creatività linguistiche, mantenga sempre lo stesso ritmo e nasca e muoia comunista.
Voglio una donna "donna", donna "donna"
donna con la gonna, gonna gonna
Ritornello banale, credo abbia modellato la musica sul suono delle parole. Magari avrà avuto l'illuminazione di questa rima scivolando e sbattendo la testa nel bagno. C'è chi pensa alla donna con la gonna, chi inventa il flusso canalizzatore. Io non ho mai sbattuto la testa contro il cesso, chissà cosa ne verrebbe fuori.
Prendila te quella col cervello,
che s'innamori di te quella che fa carriera,
quella col pisello e la bandiera nera
la cantatrice calva e la barricadera
che non c'e mai la sera.....
Strofa piena di riferimenti altamente culturali ma altrettanto sinistroidi, comincia affermando chiaramente che il cervello e la carriera non sono cose “femminili” associandoli al “pisello” (nessun bisogno di sottolinearne la valenza prettamente maschile, credo), e conclude con citazioni che mi sembra di poter ricondurre a qualcosa di conosciuto ma che non ce ne frega niente e procederei oltre.
Non dico tutte: me ne basterebbe solo una,
Qua il nostro si allarga: ok che sei uomo, ma non sei Brad Pitt, orsù.
tanti auguri alle altre di più fortuna
Forse un accesso di modestia?
Voglio una donna, mi basta che non legga Freud,
dammi una donna così che l'assicuro ai "Lloyd"
preghierina preghierina fammela trovare,
Madonnina Madonnina non mi abbandonare
Sì, è decisamente entrato in umore modesto. Non solo si accontenta di una donna sola e lascia il meglio alle altre, ma una volta accasatosi vuole anche assicurare il bene, non sia mai che lo perda, glielo rubino, scappi urlando (urlando citazioni da Freud). Nell'evenienza si tiene anche buoni i poteri alti, non si può mai sapere. Tanto quelli, è assodato, stanno sempre dalla parte dell'uomo.
Prendila te la signorina Rambo
che s'innamori di te 'sta specie di canguro
che fa l'amore a tempo, che fa la corsa all'oro
veloce come il lampo, tenera come un muro
padrona del futuro....
In questa stanza entriamo nel surreale (qualcuno lo chiamerebbe “poesia”): la “signorina Rambo” dovrebbe indicarci un'aggressività che in origine è tipicamente (ancora) maschile, e dovrebbe rimanere tale; la “specie di canguro” dovrebbe invece rappresentare una donna instabile, incomprensibile all'uomo, senza radici o voglia di piantarle, o forse è solo una metafora molto arzigogolata; il resto dei versi ritornano nel territorio di Mogol, quindi non lasciano spazio a commenti.
Prendila te quella che fa il "Leasing"
che s'innamori di te la Capitana Nemo,
quella che va al "Briefing" perché lei è del ramo,
e viene via dal Meeting stronza come un uomo
sola come un uomo
Eh? Voglio dire, eh?
E con questi versi si conclude la canzone più maschilista della storia delle canzoni maschiliste.
Consiglio ai signori lettori che hanno letto fin qui (fancazzisti come me, ne deduco) la lettura del testo più ridicolo della storia dei testi ridicoli, "Brutta" di Alessandro Canino, semmai provassero l'irresistibile bisogno di continuare a perdere tempo.