Il fatto che sia riuscita a guardare fino in fondo questa pagina qua, giù giù come una pillola con lo zucchero senza problemi richiede una urgente seduta psicanalitica fai-da-te. Sarà anche una mission:accomplished, ma che mi entra in tasca? Nulla. Solo un impellente bisogno di pensare a qualcosa d'altro.
Oggi è il mio ultimo giorno di vacanze non volute. Meno male perché non mi sono mai annoiata così tanto. Mai mai mai. E se dio vuole magari mi sentirò anche soddisfatta, tra qualche mese o giù di lì.
A proposito di dio. Magari fa brutto, e magari è anche un po' noioso, ma vorrei tanto dare fuoco ad Albano. Che è proprio tanto ma tanto simile a mio padre.
Sto studiando informatica. E mai avrei pensato di farlo, però me la sto godendo. Oh yeah. Ah, questa sensazione, l'avevo quasi perduta. Tra ottobre e dicembre, pioveva mi ricordo, e poi veniva il sole e mi prendeva un po' per il culo, e poi una domenica ho pianto tanto e credevo di aver perso tempo e fallito, e invece quando meno te l'aspetti.
Mondo, ascolta questo consiglio: aspettatelo meno.
Ho sempre pensato, forse un pò ottimisticamente, che a difendere la libertà di pensiero dovessero essere le minoranze e chi non fosse effettivamente libero di pensare. Oggi invece chi non vuole mettere a freno i neuroni o la lingua sono proprio quelli che in un modo o nell'altro si sentono (o vogliono a tutti costi fare) parte della maggioranza potente e violenta. Questo stato comune lo si verifica anche negli USA, la più grande democrazia fascista della storia. Siamo abituati, la mia generazione e quella prima della mia più di tutti, a ragionare in termini di forza: da 60 anni vediamo che non importa quanto si creda nei propri principi né quante energie intellettuali vengano spese, perché alla fine dei conti comunque ha ragione chi è più muscolarmente forte. Però non riusciamo a non rimanere inebetiti di fronte a chi rivendica con voce impostata ed orgoglio il suo diritto a pensare altri esseri umani inferiori e meritevoli di morire. Il rispondere a tono non è mai servito e non credo servirà in futuro. Quindi la domanda di oggi è: cosa fare a Povia quando ce lo si trova di fronte?
Dunque.
Dato che la Littizzetto mi copia nel dare la colpa a Prodi di tutti i nostri mali, e dato che constato con una certa stupita preoccupazione che c'è ancora chi parla di filosofia della razza ariana, ho deciso che è opportuno che io scriva tutte le cose che mi vengono in mente, invece di abbandonarmi nuovamente all'inedia del mio pensiero preferito, vale a dire "l'inevitabile inutilità dell'esistenza"™
.
Vista la capacità dell'essere umano di trovare interessante quel che interessante non è, e di elaborare (o meglio, di credere di elaborare) concetti filosofici anche su robe come gli intervalli tra una cagata e l'altra, ho capito che è necessario inventare, o manipolare per far credere che sia nuovo, qualcosa che possa sostituire i pensieri stupidi che vanno di moda ora, come appunto la razza ariana, per esempio. E che questo qualcosa dev'essere necessariamente altrettanto stupido, altrimenti risulterebbe inefficace. Inefficace nel ribaltare il pensiero comune e nell'eliminare gli esseri inutili che ora lo controllano. Ed ho effettivamente capito tutto ciò mentre cagavo.
Dico questo perché la mia autobiografia sia completa ed esaustiva.
Robe stupide però mi sa che ce ne sono abbastanza, e forse anche di più. E ora mi vengono in mente solo cose che già esistono, come per esempio l'interiorità, la divinazione, Berlusconi porta sfiga. E via dicendo ad libitum.
Comunque. Era ora che l'ultimo post non fosse più l'ultimo.
Ha ragione chi dice che Facebook sta fagocitando tutto il resto. I blog che leggo non vengono praticamente più aggiornati. E ciò mi dispiace, perché Facebook è davvero stupido, come metodo di comunicazione e come passatempo.
Accipicchia mi sono appena data ragione.
A caldo, riesco solo a ripetere che non è giusto che io mi senta così. Per colpa di una persona che non è mai stata veramente presente nella mia vita, che mi ha sempre trasmesso solo pensieri negativi e che non ha affatto rappresentato il modello di vita da seguire di cui ciancicano papa-boys e baciapile vari.
Quelli che sono solo affari miei vengono sviscerati da emeriti sconosciuti e cretini, appesi in piazza come se fosse affare pubblico, giudicati e criticati come se si fosse tutti quanti a Forum. E io non riesco a non essere profondamente ARRABBIATA. Con chi cambia da un giorno all'altro la sua stima di me solo perché ha turbe psichiche irrisolvibili. Con chi si mette in mezzo con la parvenza di voler aiutare ma in realtà vuole solo dar sfogo alla propria presunta carità cristiana. Con chi non riesce ancora adesso, dopo milioni di ripetute mie richieste, ad essere una brava educatrice. Non riesco a non volere la morte di tante persone.
Per adesso. A caldo.
Stamattina, dopo aver ahimè constatato che c'è gente che pensa che: (accento bergamasco on)
ho acceso un mutuo, la banca che me l'ha concesso sta fallendo, POTA allora non devo pagare più niente!!!! (accento bergamasco off)
ho avuto un'illuminazione che potrebbe cambiare per traverso la mia condizione mentale ma anche no:
morto un Berlusconi se ne fa un altro.
Il tutto perché ho sognato di decapitarlo. Brava, Silvia, brava, continua ad avere la testa così, vedi come riesci a mantenere i tuoi impegni, poi. POTA.
Ora, che bello facebook, che figata facebook, ma quanta gente c'è su facebook, sì sì, come no. Ma se ci si è persi di vista dopo decenni ventenni eoni ci sarà stato un motivo, no? L'imbarazzo che mi provoca il leggere certi nomi e cognomi, come quando si era in classe e si faceva l'appello, e mamma mia che brutta cosa la scuola, non ha unità di misura adeguate. Voglio dire: (accento supponen-silviesco on) io non sono certo più la persona che ero allora, la gente di allora altrettanto, i ricordi più che brutti sono dolorosi (per tante ragioni che i lettori affezionati già dovrebbero sapere), interessi comuni non se ne ha mai avuti, che cazzo ci diciamo?
E poi, tu, sì proprio tu, che hai il mio numero di cellulare il mio indirizzo il mio codice fiscale, che prima che mi trasferissi sapevi benissimo come fare per venire a trovarmi ma mi cercavi solo quando non avevi un cazzo da fare, che non parli con me (nel senso di aprire la bocca ed emettere suoni che io possa sentire) da qualcosa come 2 anni, ma che cazzo mi significa che mi aggiungi ai tuoi amici su facebook? (accento supponen-silviesco off)
E dopo aver googolato "perché i gatti dormono sempre ai piedi del letto" mi è doverosa una precisazione, che troppi dubbi e incomprensioni ha causato negli ultimi tempi.
A me piace dove sto e come sto.
Fine della precisazione.
Ora vorrei parlare un po' del mondo del lavoro, già so che mi annoierò tra 2 secondi ma voglio provarci.
Niente, mi sono annoiata. Vorrà dire che parlerò dei Coldplay, che mai avrei pensato mi potessero piacere così tanto, di Alanis Morissette, che ne vale proprio la pena di spendere soldoni per vederla cantare, e di un tizio dalla caratteristica erre moscia, che credo sia amico del signore e della signora Bennet, che canta canzoni che trasmettono solo al Bennet e che hanno testi che fanno così: "al supermercato c'è il 3 x 2, e tu te ne sei andata nonostante l'aria condizionata". Chiunque scopra l'identità di questo tizio vince un Bennet.
Giusto perché mancavano da un po', ecco un simpaticissimo aneddoto della mia vita:
Cassiera - Mi serve il codice di un reggiseno.
Io - Un reggiseno da uomo o da donna?
E il bello è che la cassiera ci ha anche pensato su.
Giuro, rigiuro e stragiuro, che la vagiaina possa esplodermi in faccia, il prossimo post sarà un post femminista. Tiè.
Dalle mie parti c'è un modo di dire che suona più o meno così (mi si scusi lo stretto slang giovanilistico):
minchia, che domenica!
Tornare a casa dopo mesi e provare due sensazioni ben distinte, una al cuore e una allo stomaco, e non prevederlo. Guardare con occhi assonnati la pianura padana e sorridere inebetita. Arrivare in stazione centrale e vedere questo come prima cosa:
che come tutte le belle cose rende molto di più dal vivo che dal morto.
Da certe persone non ti aspetteresti mai certe cose. Non mi sarei mai aspettata tutta quella comprensione dalla mia madrina di cresima. Da certe persone invece è doveroso aspettarsi sempre il peggio, perché non crescono e non cambiano mai.
Nuovo modo di dire del momento: sei una persona vodafone, gira tutto intorno a te.
Se non altro ora so che ognuno è buliccio con il culo degli altri.
In realtà io non credevo di avere così sviluppato in me il senso di "casa". Ma non ce n'è, io sono proprio spaccona quando sto a Milano. Qui dove sono ora è come se mi sentissi sempre un po' ospite, come se non volessi infastidire nessuno perché corro sempre il rischio di essere cacciata a pedate. E poi se dovessi fare l'elenco delle cose che questo posto non ha e Milano sì, non basterebbero tutti i blog del mondo (LOL).
Quando avrò orari di vita più umani conto di ricominciare a scrivere con serietè su questo coso. Per ora mi accontento di pensare a cose buffe e tenermele per me.
Buon proposito per il 2009: crescere di 10 centimetri.
Dato che il 10 settembre moriremo tutti e tragicamente (finalmente) mi sento in dovere di scrivere qualcosa, sennò poi qualcuno potrebbe anche pensare io sia morta prima. E invece no, voglio morire anch'io nel buco nero, giammai mi verrà negato questo privilegio. Come in un sogno d'altri tempi, come in una storia di fantascienza, come se fossimo tutti Teletubbies.
Mi trovo in un limbo, da qualche tempo a questa parte. La tentazione (per quanto inutile sia) di dire a tutti che sono innamorata e felice è forte, quasi fortissima, mi sento come se mi stessi negando qualcosa a non essere sincera. E se persino la mia madrina di cresima cattolicissima e adorante di Maledetto XVI mi dice che potevo dirglielo prima il mio senso di colpa non fa che aumentare.
Ma non sono questi gli argomenti adatti prima di morire.
Tipo. Che almeno muoia prima lui di me. O che comunque rimanga largamente spiazzato. (Mioddio!!! Un buco negher!!!!! Dov'è il federalismo quando serve?) Ora che ho ridotto il numero dei miei lettori di quasi il 90% posso ben dirmi contenta.
A breve pubblicherò su queste pagine un'esauriente studio sull'evoluzione di Beyoncé Knowles come personaggio e cantante da fiera paladina femminista a zerbino di quart'ordine. Il titolo del post sarà "Evoluzione di Beyoncé Knowles come personaggio e cantante da fiera paladina femminista a zerbino di quart'ordine". Il tutto corredato di foto a iosa e analisi dettagliate di testi e interviste. E anche qualche parolaccia, così facciamo felice il pubblico di Zelig.
Ebbene, è nato. O forse nata? La collezione made in vagiaina pronta per chi è truzzo o vuole solo sentirsi un po' truzzo ogni tanto.
Che poi in verità questo l'idea l'ha avuta un po' prima di me, e direi anche che la sua è divertente una cifra cifrosa, ma chissenefrega, bisogna pur fare qualcosa per campare.
Quindi. Per ora ci sono solo magliette chiare, stiamo lavorando per quelle scure, per gli adesivi e i cappellini. Tante novità, tanti loghi ancora dovranno venire! Affrettatevi! Correte! Parlatene in giro! Ditelo ai truzzi che conoscete! Diventa truzzo anche tu!
Che, per chi non l'avesse capito, è sintesi di una serenità mentale che cercavo da, tipo, chessò, tanto? sì, tanto. Ora, chi sono io per parlare di serenità mentale? Non che abbia fior di fogli di carta che possano dire al mondo intero che ho questa quella e quell'altra capacità. In verità non ne ho proprio, di fogli di carta. Ma questa è la maledizione della società moderna, della società scolarizzata moderna, e di me, naturalmente, che invece che approfittare delle eventualità mi sono sempre pigramente accontentata. Tipo, ora potrei avere una manciata di crediti universitari in più, se solo li avessi richiesti a tempo debito (madonna che gioco di parole degno della settimana enigmistica edizione speciale estate).
Ma, com'è che dicono i gggiovani? Chissene.
Mi son rotta di pensare ai giudizi altrui. Ora faccio qualcosa di inaspettato e smetto di curarmi dei pensieri degli altri. Madonna quanto è inaspettato.
Ora devono solo arrivare le 18. Dopodiché il mio mondo potrà essere consideratoperfetto.
E sto perfino ascoltando i Rolling Stone! Per tutti i Padri Pii, quanto sono inaspettata. Tant'è, non me l'aspettavo.
- Siamo tutti figli di Dio, ma qualcuno lo è un po' di più;
- Dio non c'entra niente quando le cose vanno male perché è tutta colpa delle scelte sbagliate dell'uomo; Dio c'entra sempre quando le cose vanno bene;
- La scienza è brutta e cattiva e innaturale se serve a creare della vita nuova, però va benissimo se serve a perpetuare un'esistenza che non vive più (anche da anni);
- "Fate quello che vi dico io, non fate come faccio io";
- Basta solo chiedere perdono.
*copyright del Bimbo
AFFRETTATI!!! PARTECIPA NUMEROSO!!!! Scopri dov'è andata a finire la monnezza che ora NON c'è più per le strade di Napoli, se sarai tra i 10 più fortunati potrai vincere 1 Mountain Bike con cerchi in lega, un Rolex d'oro o un appartamento in centro con equo canone (e ai primi 100 che diranno "ma l'equo canone non esiste più!" in regalo una maglietta di Betty Boop che è tanto caruccia).
Affrettatevi! Partecipa numeroso!
A me garberebbe molto vincere una Console di gioco Xbox 360 Arcade o anche, se proprio proprio gli dei non volessero aiutare una povera tapina e non dovesse essere possibile, una Ricarica Vodafone da 25 euro.
Questo è un mondo difficile, alle difficoltà si risponde con UN FANTASTICO CONCORSO! ORGANIZZATO DA Generazione Internet!!!!11!!!!!1!
Sensazione come di essere un pochino più leggera di prima. Ma solo un pochino. Come di pizzichino di sale, solo, senza. Sento il mare, e l'aria calda afosa di quell'afa che afanculo proprio. Dice il sommo: "Chiamatemi -il saggio-, fa più figo".
Ora mi piacerebbe un ghiacciolo. Ma in compagnia sarebbe meglio.
E ora, consigli per gli acquisti.
Un materasso, uno stendino, un forno, un casco, un gancio per la tivì, (qualche mensola -io adoro le mensole, me le sposerei-), un divano, uno sgabuzzino sgombro. Comprare case prima che il governo venga inghiottito da se stesso. Prima che noi ci inghiottiamo da soli.
Siamo d'accordo, nevvero?
E ora, mò spocchia a tutt'andare.
Mi guardo intorno, poi mi penso, mi riguardo intorno, e vedo che siamo tutti così noiosamente uguali. Tutti a sentirci più importanti di quanto veramente siamo, tutti a lamentarci di cose inesistenti, tutti ad andare subito dietro alla prima cosa intelligente che sentiamo nella giornata, per poi dimenticarcene il giorno dopo e ricominciare il giro daccapo.
Questa pulsione ad affibbiare etichette, quasi comincia a piacermi. Da abile storica quale sono, ripercorro le tappe della cultura giovanile: la generazione del baby boom, i sessantottini, i figli dei fiori, i punk, gli yuppies, la generazione x, la generazione y, z, sex. La mia generazione è la generazione del "non è successo niente".
Cos'hai fatto ieri sera? Niente.
Con gli amici? Niente.
In famiglia? Niente.
A che serve quello che fai al lavoro? A niente.
Niente di niente. Tutto. Assolutamente. Inutile.
Solo i coglioni che vogliono accumulare soldi a tutto spiano non si sono ancora resi conto della loro inutilità. Gli altri, tirano a campare. Come succede da millenni. Il guaio della seconda guerra mondiale è che non è stata veramente mondiale. Ma arriverà, eh, arriva. Sento che arriva.
Bu!
l'ha scritto: Robainutile
hanno avuto da ridire: commenti (popup) | commenti
- Che poi, probabilmente, hai avuto difficoltà in questo lavoro anche perché vieni da Milano... lì c'è tutto un altro modo di lavorare, un'altra mentalità...
- Sì, in effetti sì. A Milano ero abituata in tutt'altra maniera... il modo di lavorare, gli incarichi, la terminologia, anche. Sai, lì c'è una definizione precisa per tutto, e non è come qui, che si usa l'italiano alla buona per capirsi, lì è tutto specialistico. Per esempio, per definire chi fa quello che fai tu, a Milano si dice che sei uno “stronzo”.
La differenza tra lo sperare che le ore passino in fretta e lo sperare che non passino mai, sembra cosa di poco conto ma è in effetti in grado di cambiare la vita intera.
La differenza tra l'apprezzare una discussione ed il prestare attenzione a qualcos'altro che si ha in mente. Oppure l'essere semplicemente tranquilli o il lasciarsi trascinare dagli eventi.
Sembra talco, ma non è.
I lettori di questo blog leggono questo blog perché vorrebbero conoscermi, oppure perché ormai così si sono abituati a fare. Tante volte ho perso la fiducia in me stessa, ora no, ora basta.
Bashta.
Ho la fortuna di sapere cosa mi va e cosa non mi va. Sarebbe cosa buona e giusta se imparassi a sentirmi soddisfatta.
Cosa di ieri. Al Tg1 sottotitolano Maroni come "Ministro Interno". Il primo ministro Tampax della storia.
Ecco a cos'è servito il recente incontro tra Berlusconi e il Papa. Arriveranno gli angeli in Campania per occuparsi dell'immondizia.
Gli angeli.
Se questo è il primo risultato dell'unione delle loro forze, figuriamoci poi. Altro che alabarda spaziale.
Tempo fa rileggevo questa cosa, e a parte che non mi ricordo di essermene accorta quando successe (avevo 8 anni, forse il telegiornale non era il mio passatempo preferito) per qualche giorno buono non ho potuto fare a meno di ripetermi nella testa che non è bello che mi faccia ridere. ... sai, eravamo in classe e la prof ci stava spiegando di che morte morì Leopardi, quando, a un certo punto, ecco che dalla finestra entra un caccia militare... Sono atroce, lo so.
Ogni tanto penso di dovermi adeguare ad un tipo di persona, chessò, quella simpatica, quella saccente, quella timida, quella professionale. Poi però mi esaurisco inevitabilmente, e mi ricordo eccome che adeguarsi è impossibile. Dev'essere un gesto istintivo per chi vorrebbe essere Dio. Ma Dio è morto.
Da discussioni deprimenti derivano sempre spunti affascinanti. E a parte che scopro ogni giorno di più di generare interesse nei miei interlocutori senza rendermene conto, c'è una cosa che non mi piace e che gradirei fosse capita dalla gente che ignora.
Mi si chiede: cosa studi?
Rispondo: storia.
Mi si dice: ah, storia. Ma quale storia?
LA storia. Di storia ce n'è una sola. La storia non comincia e non finisce, non c'è un argomento che è storico ed uno che non lo è. Perfino la storia è storica, è una disciplina che si chiama Storiografia. A studiare la storia si studia TUTTO. Tutto lo scibile, e anche quello che scibile non è, umano.
Mi si dice: la storia non piace perché è insegnata male.
La storia non piace perché è DIFFICILE. Difficile da capire e da penetrare nei costrutti logici. E poi, per dirla tutta, può non piacere il lavoro di uno storico o il libro di una ricercatrice, è impossibile che non piaccia la storia tutta, quella è, mica si può cambiare. Ciò che è affascinante nello studio della storia, e che una volta capito apre tutta una serie di orizzonti che in confronto la new age gli fa una pippa, è che la storia è narrazione. Leggere un libro di storia è leggere un romanzo, né più né meno. Gli storici sono scrittori (narratori) prima di tutto e dopo di tutto.
Mi si dice: eh, ma signorina, non può portare programmi così variegati, deve specializzarsi!
Mi specializzerò quando non avrò più interessi né curiosità. Nel frattempo mi godo la situescion.
Dato che il mio cervellino non dorme mai (esorcicciamolo) sto elaborando il Manifesto Risolutivo Del Femminismo™. Però, dato anche che sono una donna in carrierissima non tengo tiempo per fare qualcosa di costruttivo delle mie elucubrazioni. Quando lo terrò, avviserò chi di dovere. Tipo, telefono a Bono. Che chissà che gli interessi anche degli ALIENI e non solo dei NEGRI.
A tal proposito volevo dire una cosa intelligente e contornarla di tanta, tanta, tantissssima ipertestualità, ma non tengo tiempo, l'ho già detto, rileggi sopra.
Visto che sono una donna in carrierissima (rileggi sempre sopra) annuncio anche al mondo tutto la prossimissima uscita della linea d'abbigliamento made in vagiaina™, che si scrive così, in minuscolo. Trattasi per ora di sole magliettine semplici semplici, bianche e nere, le bianche con la scritta nera, le nere viceversa.
Il ricavato verrà rigorosamente devoluto in beneficenza alla vagiaina.
Che i truzzi d'ogniddove secondo me ci vanno a nozze, cioè in disco, con cose così.
Dai, diventa un truzzo™ anche tu!
Scommetto che è un esercizio filosofico che già in milioni hanno fatto tra sé e sé, senza trovar risposta adeguata. A me ha colpito ier sera come un moscerino sul parabrezza (brezza?). E ancora non me ne capacito, dell'intraprendenza di concezioni astratte che nascono e vivono e prosperano e muoiono costantemente solo nel mio cervello. Nel mio, non nel tuo. Ti tocca?
E comunque anche questa è andata, posso tornare soddisfatta là nella terra del sole, nella terra del mare, che non è la tierra ma poco ci manca. E se dovesse subentrare un impegno nuovo lo accoglierò a braccia aperte. Perché le gambe sono occupate.
A me farebbe più paura trovarmi La Russa, sotto casa.
Se mai dovesse capitare, agli egregi lettori, di trovare quel che loro manca, mi auguro possa succedere in un giorno di maestrale, di modo da poter guardare il sole senza doversi preoccupare delle incipienti rughe.
Leggo e studio, studio e leggo, poche cose mi interessano sul serio. Sarà il mio cervello ad essere limitato, sarà la mia concentrazione ad essere scostante. Sarà che siamo in 6,2 miliardi di disgraziati su questo pianeta, e la variabilità creativa che poteva esserci fino anche a 200 anni fa l'abbiamo un po' perduta tra le ortiche inquinate ai bordi della circonvallazione esterna.
E quando penso che sia un topo a muoversi, è sempre un gatto.
E davvero mi rattrista che siano così tanti i francesi che stimo. Mi sa che mi tocca impararlo, il francese. Mi tocca. Ti tocca?
Intuizioni simpatiche, come la pesca fresca quando c'è umidità. Come il coccobbbello. Venite a me. Affrettatevi, telefonate! Vi sto cercando da mezz'ooooooooooooooora!.
Adoro passare inutili ore a giocare con i codici computereschi, di cui capisco poco ma che mi affascinanoanoano tantissimo anche e soprattutto poiché di quello il quale.
Sarebbe un bel modo di chiudere questo blog, accomiatarmi con la simpatica soddisfazione degli ultimi 3 commenti, 2 dei miei primissimi amici conosciuti sulla rete (bello leggerli ancora oggi come se fosse due anni fa), 1 di un ameno anonimo che dio ti abbia in gloria e cento di questi blog. Ma non penso che smetterò di infestare il virtual aere colle mie digitazioni, no, non ora che ho acquistato la lettrice più importante che ci sia.
A tal proposito, vorrei argomentare.
Che si parla tanto di emozioni e di percezioni, di crimini e di criminalità percepita, di chi vende il gelato e di chi vende un'emozione. A me sta cosa mica mi convince. A ben guardare c'è sempre stato chi pensava sarebbe successo qualcosa e poi invece è stato smentito dall'opposto esatto, e io non sono - per fortuna - tanto presuntuosa da pensare di prevedere il futuro, ma c'è una cosa che mi fa preoccupare. Abbiamo perso completamente (COMPLETAMENTE) il senso dell'altruismo. Non dico che ci sia mai stato nell'essere umano, in fondo io penso che l'uomo al suo stato naturale non sia né buono né cattivo ma una gradevole via di mezzo. Mi preoccupa però vedere nei miei contemporanei (e non parlo di politicanti o potenti o imprenditori o intraprendenti, ma di gente come me, cioè di tutti i signori nessuno che come me aspettano solo di morire) una specie di impulso ad arraffare tutto quello che c'è finché ci si riesce, come se fossimo nella perpetua imminenza di una catastrofe che chissà mai se accadrà.
Cent'anni fa si pensava che il progresso non si sarebbe mai arrestato, ora sappiamo che il petrolio, le materie pregiate, finanche l'acqua, prima o poi si esauriranno. Sto cercando un filo conduttore, ma trovarlo senza lasciarmi accalappiare dalle teorie del complotto è difficile.
Michel Foucault diceva che la prigione moderna è il paradigma dell'ordine a cui l'uomo contemporaneo deve addomesticarsi nella sua vita d'ogni giorno.
Io penso di essere libera, autonoma e indipendente, poi mi guardo allo specchio mentre inibisco le mie pulsioni più naturali e penso che in fondo a me conoscere inguaia, più che aprirmi nuovi orizzonti.
Un po' come quando scarti il regalino così bello e curato, te l'ha dato il tuo migliore amichetto, si vede che c'ha passato qualche buona mezz'ora a farlo. Tu ci vuoi bene a lui, sei contenta che anche lui voglia bene a te. Vorresti conservare la bellezza di quel pacchettino il più a lungo possibile. Ma lo scarti. Ed il regalo è una merda. Ti chiedi perché. Glielo chiedi anche a lui.
E magari poi si scoppia a piangere tutti insieme come se si fosse in premestruo, e ci si soffia il naso vicendevolmente, in un'orgiastica rappresentazione dell'amore francescano.
Da grande voglio diventare il mantello del buon samaritano.
Ho un'irrefrenabile voglia di diventare seria. Guardiamo Roba Inutile diventare seria:
Quanta serietà. Fa male al punkreas.
Se, come si dice, è vero che a costruire una piattaforma abitabile nelle acque internazionali (o qualsiasi cosa assomigli a della terra e dia ad una comunità di esseri umani la possibilità di sopravvivere), a parte i costi economici da sostenere a priori, poi si avrebbe uno stato nuovo nuovo e su misura dei fondatori e delle loro idee: quanto ci metterebbe qualcuno di magari meno intellettualmente brillante ma più militarmente forte ad appropriarsi violentemente di quanto di ricco si fosse riusciti a produrre?
In fondo il liberalismo non è esente da norme limitanti, nonostante il nome che porta. Per essere liberale è necessario fare/non fare e pensare/non pensare certe cose. Quanta libertà intellettuale c'è nella necessità di esprimere concetti intelligenti?
C'è una lotta fratricida nella mia testa. E non riesco a convincere Hello Kitty e la Pucca a smettere di tirarsi i peli.
Mi piace molto non avere fissità nella vita, ma qui si esagera. Sto a pezzi, psicologicamente parlando. Essere 2 persone diverse, a seconda di chi ho di fronte, non fa per me. Non ci riesco a ricordarmi cosa poter dire e non poter dire a chi e quando.
E mi scuso ancora se non sono più virtualmente raggiungibile. Mentirei se dicessi che non è dipeso da me, ma mi spiace ugualmente.
Mi trovo tra due fuochi, non so se approfittare delle possibilità commerciali di questa cosa chiamata blog oppure no. In fondo sono più di due anni che ci penso.
Cazzo, due anni fa mai avrei pensato di trasferirmi in Liguria.
Piccolo momento malinconico: FINE.
Ora mi sa che rispondo alla catena a cui non ho ancora risposto.
Le 6 cose che mi piacciono di più:
1- stare con la mia donna;
2- studiare;
3- far ridere;
4- mangiare la pasta;
5- rileggere le cose che scrivo;
6- spendere soldi senza preoccupazioni.
E in questa brevità scommetto che il mio "relatore" ci troverebbe chissà quanti significati e riferimenti poetici. Al sole, credo.
Ho fatto delle cose, ho visto un po' di gente. Ho fatto offendere qualcuno, qualcuno si è dimenticato di me. Ho organizzato faccende, ho perso tempo. Ho mancato appuntamenti e deluso aspettative. Ho visto film e ascoltato musica. Ho pensato a qualcosa e mi son tenuta sveglia per la tensione. Ho visto bellissime ragazze, ho una bellissima donna. Ho conosciuto scrittori, ho ricevuto complimenti. Ho avuto voglia di scrivere una canzone come quelle di De Andrè. Mi hanno seguita fino a casa e messo le mani addosso. Ho fatto scelte. Ho scelto impegni e scadenze. Ho scelto per cosa stressarmi. Ho bisogno di un massaggio sciazzu.
Legge comune vuole che ci si trasferisca dalla provincia alla grande città per trovare lavoro. La mia legge, altrimenti detta "Legge inutile di Silvia" vuole che me ne vada dalla grande, adorata città in un posto pieno di droga, di disoccupati, di mare, di vento, di aria buona e gggente gggiovane. Dopotutto, mi sa che ne ho guadagnato.
A chi si è preoccupato per me durante la recente assenza dico che non è (e non sarà mai) una strofa di una canzone degli anni '80 ad esplicare esaustivamente le mie vicissitudini esistenziali.
E con quest'abbondanza di "e" vinco il premio inutile per lo sforzo intellettuale più inutile del mondo inutile.
A ben guardare questo blog è più letto quando non scrivo nulla. Dovrebbe dirmi qualcosa? Sì. E la risposta è: no.
Comunque. Volevo giusto parlare delle persone invidiose.
Fatto.
A piangere troppo viene sempre un mal di testa fastidioso. All'altezza della fronte, proprio sopra gli occhi. Oh, gli occhi. Se già non li avessi piccoli e strizzati potrei dire che mi si rimpiccioliscono e si strizzano. Ma in verità è tutto un miraggio, un'illusione ottica. Attraverso la lacrimazione aumentata non siamo noi ma è il mondo a rimpicciolirsi, con tutte le sue cose futili e passeggere. Passeggere come il tempo atmosferico.
Pacchetti e pacchettini, inscatolamento del frutto della mia creatività, utile solo alla mia autostima e alle mie relazioni sociali quando sarò vecchia e abiterò in un ospizio.
Mi ricordo che...
Proprio ora che ho capito a cosa serve l'università. Proprio ora che ho capito la Rosa nel Pugno. Proprio ora che mi sento com'è giusto che io mi senta.
Chi mi porterà a casa stanotte?
La depressione momentanea degli elettori del fu Topo Gigio non è altro che l'ultimo colpo di coda del pesciolino morente.
Anzi.
Tipico di chi pensa che la partecipazione politica nasca e muoia col voto elettorale, questo malessere temporaneo si accompagna a tristezza indefinita, come di accettazione di un evento incontrollabile e fatale.
Come la sconfitta nella finale di Champions League.
Ah, sì, me lo ricordo anch'io quando Baggio sbagliò quel rigore. Piangevo sdraiata sul pavimento del mio salotto.
Se ci piace la lotta politica chi ha detto che non deve piacerci più? Solo perché questo è un paese popolato da italiani? Lo scopriamo ora?
Chi non farebbe carte false pur di avere quello che ha Berlusconi? Voglio guardare in faccia chi ha il coraggio di dire che non sarebbe ben felice di essere ricco sfondato e senza coscienza a scassargli i coglioni. Voglio guardarlo in faccia per dargli fuoco all'istante.
E dare la colpa a chi non è andato a votare non è altro che ripetere l'atteggiamento dei milioni di porci schifosi potessero morire tutti all'istante in una fiammata purificatrice che hanno votato per la Lega. Dare la colpa a qualcun altro, sempre e comunque. E quando non ci saranno più extra-comunitari, perché non ci sarà più alcuna comunità da cui stare al di fuori, ci sarà di sicuro qualcuno di più brutto da incolpare a sua volta.
Non è cambiato nulla dall'altro ieri. Il comunismo era già morto da mò. E il qualunquismo ce lo portiamo dietro da più di 60 anni, dà quasi una sensazione di caldo.
I miei genitori sanno che non sono eterosessuale. E mia madre ha usato anche la parola "amore" parlando di me, e senza ribrezzo o cattiveria. Questo mi importa molto di più, carissimi e affezionatissimi amici. Ratzinger sarebbe orgoglioso di noi.
Non è un bel mondo quello in cui Juno non se lo caga nessuno, Persepolis è proiettato in 13, dico 13 sale in tutta Italia, ed io mi fido di quello che dice Studio Aperto.
Se fosse vero, si potrebbe chiuderlo, o no?
Sarà l'estate più calda dell'ultimo millennio, anzi no sarà la più fredda da quando esiste dio, anzi no moriremo tutti domani perché uno scoiattolo scorreggerà aspartame e diventeremo tutti biscottini da te. Oppure.
Oppure potrebbe succedere che ci si guardi tutti allo specchio nello stesso momento e ci si renda conto di quanto siamo tutti profondamente ed intrinsecamente BRUTTI.
Oppure potrebbe succedere che sto alla cassa, e mi arriva un cliente con un giocattolo che però ha l'etichetta del prezzo rotta e/o sgualcita ed io mediante il microfono del supermercato chiamo in aiuto "Babbo Natale alla cassa 11".